Recensioni 2012

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G. Verdi, Aida, Chicago Lyric Opera

Italian conductor Renato Palumbo is of the younger generations that have benefitted from Riccardo Muti’s sweeping away of performance exaggerations and accretions to Verdi’s exquisitely created scores. He and the excellent Lyric Orchestra played the score eloquently and with much inner drama.

Andrew Patner, ChicagoSunTimes

Much of the success of Saturday’s performance was due to the idiomatic musical direction of Renato Palumbo. When tension sagged on stage — particularly in the first two acts — the Italian conductor managed to lift the performance with the necessary hair-trigger adrenaline, drawing refined and powerful playing from the Lyric Opera Orchestra as needed. 

Lawrence A. Johnson, Chicago Classical Review

It helped to have Italian conductor Renato Palumbo, who displayed his Verdian credentials at the helm of “Macbeth” last year and “Ernani” the season before that, back in the pit, shaping instrumental lines and keeping things moving with keen dramatic thrust and musical sensitivity. Once again he had the orchestra speaking robust, authentic Verdi. The score was presented without musical cuts. 

John von Rhein,  ChicagoTribune

G. Verdi, La forza del destino, Teatro Colòn de Buenos Aires

[…]en esta versión del maestro Renato Palumbo. La orquesta, más liviana en la dinámica, tuvo la densidad sonora requerida, logro que permitió apreciar con mayor detalle la rica orquestación aplicada.

Juan Carlos Montero | LA NACION 

El director musical italiano Renato Palumbo tuvo a cargo la dirección de la Orquesta Estable del Teatro Colón. Palumbo, quien debutó como director a los diecinueve años con “Il trovatore”, es un especialista verdiano que guarda un respeto absoluto por la partitura. Su desarrollo de “La forza del destino” fue de gran rigor sin dejar de mostrar sentimiento cuando el drama lo exigía. En sus manos la orquesta sonó correcta, dinámica y más allá de algún destiempo con los cantantes, la música ofrecida fue de gran dimensión. […]  hoy podemos celebrar el regreso de una de las piezas fundamentales del repertorio operístico de todo el mundo a nuestro teatro, un reencuentro con una puesta de gran factura en las manos de Hugo de Ana, con una dirección musical de efectiva solvencia en la batuta del maestro Renato Palumbo y un elenco selecto que recordaremos seguramente en unos años cuando hablemos de una nueva representación de la ópera en el Teatro Colón. Esta presentación de “La forza del destino” de Giuseppe Verdi será sin dudas un punto de referencia al que aludir en el futuro.

Alejandro César Villarreal hagaselamusica.com

La Orquesta Estable de Teatro Colón, dirigida por la enérgica batuta de Renato Palumbo, transitó por los complejos laberintos de la partitura verdiana brindando una compacta versión orquestal. Palumbo […] muy atento al acompañamiento de las voces.

Ernesto Castagnino habituesdelteatrocolon

Es un gran protagonista el director de orquesta Renato Palumbo, con una versión enérgica de la obertura que se sostiene a todo lo largo con nervio y pasión.

Enrique Joaquín Sirvén operadesdehoy

G. Verdi, Un ballo in maschera, Teatro Regio di Torino

Renato Palumbo invece sceglie la strada di dare una lettura esclusivamente drammatica del Ballo, dove l’ironia, il cesello in punta di fioretto, il lavoro di bulino sono sostituiti dallo sbalzo deciso, dalle sonorità accese e persino fragorose, dagli accenti imperiosi come se quest’opera fosse più legato di quel che si creda alla produzione giovanile di Verdi. Pur tuttavia non gli si deve negare la tenuta dello spettacolo nelle sue componenti, il controllo saldo del palcoscenico, ma anche l’attuazione di fraseggi pertinenti e coinvolgenti, specie nelle Arie. Vorrei citare a questo proposito l’aderenza emotiva in pagine quali il Terzetto della scena di Ulrica o “Morrò ma prima in grazia” o ancora l’Aria del Conte dove il canto è seguito con attenzione al dettaglio da un’Orchestra che qui, come in tutta l’opera, dimostra di sapere realizzare le indicazioni del suo direttore.

Giancarlo Landini, Operaclick

Renato Palumbo offre una direzione appassionata dai suoni densi e vibranti, più drammatica che elegiaca, più giovanile che introspettiva, che privilegia il lato notturno della partitura. Nonostante prevalgano sonorità piuttosto forti, non vengono meno le ragioni del canto, sempre ben sostenuto dall’ottima orchestra del Regio.

Ilaria Bellini, Teatro.org

G. Verdi, Aida, Gran Teatre de Liceu de Barcelona

Renato Palumbo led the orchestra and proved again that he is a guarantee in the pit of any opera house. He filled the score with life and drama and also always helped the singers. At a time when the great tradition of the Italian Maestro concertatore seems to be in decline, the figure of Renato Palumbo is a rare, outstanding exception. The Liceu’s orchestra responded to his baton and was significantly better than they usually are.

José Mª Irurzun Seen and Heard International 8/8/2012

Palumbo fue saludado atronadoramente desde el principio. […] La orquesta sonó muy bien y sin duda fue este su mejor trabajo en una ópera italiana de la temporada

Jorge Binaghi, Mundo Clasico 3 agosto 2012

G. Verdi, La forza del destino, Gran Teatre de Liceu de Barcelona

Renato Palumbo et l’orchestre du Liceu, rompus à la musique de Giuseppe Verdi, ont été largement applaudis. L’extrême application déployée pendant les huit minutes symphoniques à la fin du premier acte, l’atmosphère musicale, lyrique, riche en rythmes et haute en couleurs et l’appui sans faille apporté aux solistes ont emporté l’enthousiasme du public.

Jaime Estapà i Argemí Webthea 9 ottobre 2012

Renato Palumbo is one of the best conductors for Verdi’s operas these days, whether we’re talking mature works or Verdi’s so-called galley years. He was outstanding at Aida last July (S&H reviewhere), and he repeated that show of quality now. His reading was full of life, energy, with a strong pulse that never ebbed. Indeed, Palumbo has become a guarantee for good performances. The Liceu Orchestra was much improved under his baron, from their usual self, and the Liceu Chorus, reinforced this time by the choir of Gerona’s Opera Friends, did very well, too.

José Mª Irurzun Seen and Heard International  21 ottobre 2012

 

G. Verdi, Il trovatore, Teatro Comunale di Bologna

Un bel Trovatore grazie a Palumbo maestro verdiano

Nei teatri d’opera tira un’aria che tutto ciò che non è italiano, è serie B. Anzi, non tutto ciò che non è italiano, ma che non è verdiano, con buona pace di Rossini, Monteverdi, Vivaldi, Puccini? Non si capisce allora perché non si parli tutti i giorni di Renato Palumbo come di un fenomeno. Perché i suoi pezzi forti non sono né Wagner, Bizet o Weber ma appunto Verdi. Che pochi altri oggi in Italia dirigono bene come lui. Temperamento e temperatura a mille, robusto vigore drammatico, tempi spigliati e trascinanti ma senza volgarità, cura del canto ma senza sottomettervisi, fiuto infallibile su come staccare gli accompagnamenti orchestrali e con quale peso: ogni dettaglio esecutivo di Palumbo esalta quanto c’è di raffinato e di popolare in Verdi, e quanta intelligenza nell’immediatezza persino brusca e spigolosa di lui.Fatto sta che l’edizione del Trovatore in scena in questi giorni a Bologna è una rivelazione. Farebbe amare Verdi anche a chi lo usa come un vessillo perché non lo conosce davvero. E il bello è che si sta parlando di un Trovatore semplicemente onesto quanto al cast di interpreti vocali e del tutto inutile sul fronte della messinscena.

Enrico Girardi, Il corriere della sera, 23 dicembre 2012

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Category : 2012 Recensioni

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