Recensioni 2010

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G.Verdi IL CORSARO Bilbao, ABAO november 2010
La maestria de Renato Palumbo al frente de la orchestra del Teatro Regio de Parma hizo que disfrutàramos de unos de las mejores representaciones verdianas que han pasado por Bilbao en los ùltimos tiempos.
Mercedes Rodriguez, Una voce poco fa, november 16 2010

Renato Palumbo domina este repertorio con auténtica soltura, y volviò a demostrarlo aquì. Pecando en algun momento puntual de imprimir de ritmos endiablados, estuvo siempre muy atento a sus cantantes, moderando la orquesta pare dejar que esa bellas voces corrieran por todo el teatro. Bien empastada y perfecta conocedora de la partitura se mostrò la siempre solvente Orquesta del teatro Regio di Parma.
Javier Del Olivo, Mundo clasico, november 13, 2010

Una direction musical, viva y muy eficaz.
Gonzalo Alonso, La razon, november 21, 2010

G.Verdi MACBETH Chicago, Lyric Opera october 2010

Inizio in grande stile per la stagione della Lyric Opera di Chicago con un avvincente nuovo allestimento di Macbeth ottimamente concertato da Renato Palumbo, di ritorno dopo l’Ernani della stagione scorsa […] Si è creata fra il direttore e i musicisti una palpabile intesa fatta di reciproca stima e fiducia, che ha permesso a Palumbo, fin dalle prime note del preludio, di affondare con sicurezza la bacchetta nella densa partitura verdiana e di mantenerne intatta la tensione, e con essa la concentrazione del pubblico, per tutta la notevole estensione dei suoi quattro atti (eseguiti rigorosamente senza tagli, tranne il raramente eseguito ballo del terzo atto). […] Si diceva degli affondi musicali di Palumbo che danno spessore alla splendida ed emozionante partitura verdiana. Ci potrebbe essere, soprattutto nei grandi numeri d’insieme, un’intensità ancora maggiore nelle dinamiche e nei ritmi, che Verdi  vuole tipicamente serratissimi, ma Palumbo preferisce mantenere la misura e la scorrevolezza dell’insieme e, forse per naturale riserbo o per riguardo verso i cantanti, sembra spessotrattenere l’orchestra anziché incalzarla, tenendosi lontano da ogni facile effetto. La sua principale virtù è quella di ottenere un fluido equilibrio sonoro ed espressivo tra orchestra e cantanti […]Nell’insieme, dunque, un allestimento riuscito e che, per quanto ci riguarda, si distingue soprattutto per l’elegante direzione di Palumno e per la presenza di due protagonisti di spicco tra cui una Lady assolutamente ideale.

Marta Tonegutti, L’opera, dicembre 2010

…an effect immensely enhanced by conductor Renato Palumbo consistently keeping musical textures transparent.

Dennis Palkow, New City Chicago, 5 ottobre 2010

The Lyric Opera chorus brings complexity and depth to the epic crowd scenes (in Verdi’s Macbeth the three witches become a coven) and the entire production is borne on the shoulders of the fantastic Lyric orchestra, under the direction of internationally acclaimed opera conductor (and Chicago favorite) Renato Palumbo.  Despite a few clunky scene changes in the early going and pacing that lagged a bit in the 4th act (sure to be tightened up as the production matures) Macbeth is an absolutely dazzling experience.
Lyric has set the bar high for the balance of the opera season with this spectacular opening. We eagerly anticipate them meeting the challenge.

Lori Dana, Chicago Stage review, 2 ottobre 2010

With Renato Palumbo at the helm of the Lyric’s exceptional orchestra, the delicious Verdi score soars. This “Macbeth” is an intoxicating brew of glorious “sound and fury” signifying everything wonderful.

Betty Mohr, South Town Star, 7 ottobre 2010

Palumbo showed a visceral connection to Verdi’s score and drew engaged and exciting results from the orchestra. (Lyric is presenting “Macbeth” in the 1865 revised version favored by most theaters, minus the ballet music.) A few of his tempos rushed the singers a bit, but overall this was stylish, full-blooded Verdi playing to match the singing. The chorus, prepared by director Donald Nally, threw itself into its varied assignment with enthusiasm, whether as cackling hags, roistering party guests or downtrodden refugees lamenting their lost homeland.
The opening night audience gave the singers, conductor, director and designers a rousing reception. And so the Lyric season is off to a most promising start.

John von Rhein, Chicago Tribune, 3 ottobre 2010

Conductor Renato Palumbo paces the Lyric Opera Orchestra with precision and pomp.

Scott C. Morgan, Daily Herald, 2 ottobre 2010

From a purely musical standpoint, the Lyric’s new “Macbeth” is an unalloyed triumph, thanks in great part to conductor Renato Palumbo’s clear-sighted and wisely paced direction. The orchestra delivers Verdi’s vibrant score with equal parts of passion and finesse. In the end, it is sheer musical heat that keeps this cauldron boiling.

Lawrence B. Johnson Classicalvoiceamerica.org 5 ottobre 2010

But I have seen a more imaginative or better version than this, with Renato Palumbo eliciting glorious sound from the Lyric opera orchestra and chorus.

Garry Wills, The New York review of books

Renato Palumbo confirmed once more his predilection for Italian melodrama. His orchestra sounded consistently bold and yet he managed to create the best possible condictions for the singers. […] he infused the music (yes, even the too-often execrated um-pa-paahs) with vivid sense of drama.
Claudio Vellutini, Mundo clasico

Conductor Renato Palumbo gave a fine reading of the score; stylistically savvy and well-matched with Barbara gaines’ staging, the orchestral and excellent playng providing a warm, rich accompaniment. All in all, this is an outstanding production that does credit to Chicago Lyric Opera.
James L. Zychowicz, www.musicweb-international.com

Palumbo contucted very well, drawing refined, often brilliant playing from the Lyric Opera Orchestra. […] Palumbo supported his singers sensitively and put across the rousing ensemble scenes with maximum impact.
Lawrence A. Johnson, Chicago Classical Reviews, October 02, 2010

…the excellent Renato Palumbo.
Sarah Bryan Miller, St. Louis Today, november 1, 2010

G.Verdi LA TRAVIATA San Diego, Opera march 2010
He proved a formidable conductor, increasing the tempo and drive of the big ensemble numbers, which added to the opera’s dramatic intensity. He coaxed a more nuanced response from the orchestra, highlighting themes and countermelodies too frequently overlooked. I hope Palumbo will return to San Diego.
Kenneth Herman, www.sandiego.com, april 18. 2010

A.Boito MEFISTOFELE Roma, Teatro dell’Opera marzo 2010
Un’opera caotica, quindi, e disordinata ma che proprio da questo caos e da questo disordine trae buona parte del suo fascino scapigliato: è inutile per i direttori giocare agli intellettuali e esaltare supposte meraviglie d’orchestrazione mentre è maggiormente produttivo, almeno secondo chi scrive, sottolineare questo multiforme sovrapporsi di stili come elemento caratterizzante di una tinta complessiva da donare al lavoro. Grande merito di Renato Palumbo, chiamato alla guida dell’edizione recentemente allestita al Teatro dell’Opera di Roma (dove l’opera mancava addirittura dal 1959, essendo stata in seguito allestita solo alle Terme di Caracalla) è stato quello di firmare una direzione potentemente teatrale, capace di non rinunciare ai clangori dei momenti maggiormente effettistici (il finale del Prologo, ma anche il Sabba Nordico) ma in grado anche di sottolineare con il giusto lirismo sia l’Atto di Margherita che quello di Elena, cui è riuscito a dare un senso di sottile nostalgia per un passato perduto capace di vivificare quella che, senza ombra di dubbio, è la parte più debole dell’opera. Particolarmente in forma i complessi del Teatro dell’Opera, chiamati a una prova decisamente impegnativa, con una menzione particolare per il coro di bimbi.
Gabriele Cesaretti, Operaclick

Ottima la direzione d’orchestra di Renato Palumbo
Franzina Ancona, La rinascita, 22 marzo 2010

Renato Palumbo, a nostro parere molto bravo nel preparare tutta l’esecuzione che metteva in risalto l’efficace concertazione che ha permesso di ben calibrare tutte le varie componenti musicali: il coro, ben guidato da Andrea Giorgi, i solisti e l’orchestra.
Claudio Listanti, La voce d’Italia, 28 marzo 2010

G.Puccini MANON LESCAUT Venezia, Teatro La Fenice gennaio/febbraio 2010
Renato Palumbo, protagonista di un’interpretazione molto tesa, ricca di suono, talvolta anche aspra nella sua voluta lontananza da esagerate dolcezze melodiche. Direzione in linea con lo spettacolo, si direbbe: poco melodrammatica all’inizio, fortemente incisiva alla fine ma già oltre la maniera verista.
Cesare Galla, Il giornale di Vicenza, 31 gennaio 2010
Renato Palumbo evidenzia il sontuoso sinfonismo dell’opera (proprio di un Puccini giovane e molto curioso) con una concertazione autorevole e rigorosa
Mario Messinis, Il gazzettino, 31 gennaio 2010

Coglie nel segno la concertazione di Renato Palumbo, straordinaria per tenuta ritmica e crescendo. Puccini non condanna Manon, la fa santa. Il direttore staglia con vibrante cesello la partitura, ma con raffinata sensibilità ne isola anche i momenti di autentico rimando sacro: l’appello delle prostitute ha un pedale sospeso dalla tinta indimenticabile. Risponde corposa l’orchestra, magnifico il coro nella polifonia sfrangiata.
Carla Moreni, il sole 24 ore, 31 gennaio 2010

Renato Palumbo dirige ottimamente la partitura; il suono è nitido, pieno, flessibile; le scene di colore dei primi due atti sono impeccabili dal punto di vista musicale e non calligrafiche, adattandosi perfettamente alla regia. La cifra che domina la partitura è amore totale, fisico, che annulla tutto il resto e che l’orchestra rende con morbidezza e verità.
Francesco Rapaccioni, teatro.org, 31 gennaio 2010

Renato Palumbo, che si conferma concertatore di sicura autorevolezza, del titolo che affermava Puccini sulla scena operistica del mondo valorizza i tratti tragicamente più corruschi, con una lettura un po’ Verismo italico un po’ preespressionismo germanico alla Richard Strauss o alla Schreker. Nella sua Manon Lescaut non v’è traccia di cipria e gioielli, il Minuetto del second’atto ha un sapore grottesco alla Berg.
Enrico Girardi, Il corriere della sera, 7 febbraio 2010

Non è un caso che sia l’Intermezzo il momento più applaudito della serata. In tutta l’opera comunque Renato Palumbo valorizza la vitalità e la pregnanza emotiva dell’accompagnamento orchestrale senza generare squilibri sonori fra palco e buca.
Stephen Hastings, Musica, marzo 2010

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